STORIE DELLA STANZA
Tanino e Tanina
Alcuni mobili chiedono di essere salvati.
Altri chiedono di essere ascoltati.

Quando ho visto questa coppia di comodini ho pensato subito a una cosa:
trasgressione.
Non quella rumorosa.
Quella che ti fa uscire dai percorsi che percorri sempre.
A guardarli mi riportavano alle mie mezze origini sicule.
Quelle case dove il salotto era protetto dal cellophane e veniva utilizzato solo per gli ospiti.
Quelle camere da letto con le tapparelle leggermente alzate, quanto basta per lasciare entrare un filo di luce.
Avevano qualcosa di familiare.
E qualcosa di strano.
Le gambe lunghe.
Gli sportelli larghi.
Le proporzioni fuori dal comune.
Più li osservavo e più mi ricordavano un film che ho sempre amato.
La Fabbrica di Cioccolato.
Quella versione un po’ surreale.
Un po’ teatrale.
Un po’ gotica.
Così li ho battezzati.
Tanino e Tanina.
A quel tempo avrei potuto fare ciò che facevo più spesso.
Usare le tecniche shabby.
Restare nella mia zona di comfort.
Ma loro non volevano quello.
Per la prima volta mi sono lasciata guidare completamente dall’istinto.
Viola pieno.
Nero.
Oro.
Colori che fino a quel momento non avevano quasi mai trovato posto nei miei lavori.La parte più complessa non è stata il colore.
Sono stati i top in marmo.
Qualcuno, molti anni prima, aveva applicato una protezione trasparente che con il tempo si era ingiallita e screpolata.
Prima di poter andare avanti ho dovuto riportarli alla loro essenza.
Sverniciarli.
Pulirli.
Ripartire da zero.
Quando finalmente il marmo è tornato bianco mi sono accorta di una cosa.
Era troppo educato.
Troppo corretto.
Non apparteneva più a Tanino e Tanina.
Così ho scelto una resina nera profonda.
Nera davvero.
E all’improvviso tutto ha trovato un senso.
Viola.
Oro.
Nero.
Un piccolo mondo Pop Gotico nato da una coppia di comodini che non aveva alcuna intenzione di passare inosservata.




COME LI HO TROVATI
Come una coppia fuori dagli schemi, con proporzioni insolite e una personalità impossibile da ignorare.
PERCHÉ LI HO SCELTI
Perché mi hanno costretta ad abbandonare le soluzioni che utilizzavo abitualmente.
IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE
Recuperare i top in marmo e trovare una finitura che dialogasse davvero con il loro carattere.
IL DETTAGLIO CHE OGGI MI FA SORRIDERE
Pensare che proprio loro mi hanno insegnato che non tutti gli oggetti vogliono diventare shabby.
Alcuni mobili seguono le regole.
Tanino e Tanina hanno preferito scriverne di nuove.

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