STORIE DELLA STANZA

Nonna Enza

Alcuni mobili arrivano in atelier con un nome.
E quando un oggetto ha già un nome, è difficile chiamarlo in un altro modo.

Quando trovai questo comodino pensai subito:

«Povero comodino di Nonna Enza.»

Non so se si chiamasse davvero così.
Ma nella mia testa la sua proprietaria aveva già preso vita.

Me la immaginavo qualche anno dopo il matrimonio, emozionata davanti alla sua prima camera da letto completa.

Forse acquistata a rate.
Forse scelta con cura per accompagnarla negli anni più importanti della sua vita.

Quando il comodino arrivò in atelier aveva già vissuto molto.

Portava addosso il tempo.
E proprio per questo meritava una seconda possibilità.

Durante la trasformazione cercai di conservare la sua eleganza.

Non volevo che diventasse un oggetto alla moda.
Volevo che rimanesse riconoscibile.

Come succede alle persone quando cambiano senza perdere se stesse.

Scelsi una combinazione di verde tiglio e oro.

Una palette delicata ma capace di valorizzare le sue linee e i suoi dettagli.

Quando il lavoro fu terminato il comodino lasciò il Piemonte per raggiungere il Lazio.

Un viaggio lungo.
Un viaggio che però non andò come previsto.

Durante il trasporto il piano superiore si ruppe.

Ricordo ancora la sensazione.

Vedere una propria creazione danneggiata dopo tante ore di lavoro non è mai piacevole.

Così tornai subito al lavoro.

Realizzai un nuovo top e lo inviai alla cliente.

Perché alcune storie meritano un lieto fine.

E forse è proprio grazie a quel piccolo incidente che questa storia è continuata.

Perché da quel comodino nacque poi Barbarella.

E da Barbarella arrivò anche la storia di Nonno Giuliano.

COME L’HO TROVATO

In un mercatino, immaginando la donna che lo aveva utilizzato per tanti anni.

PERCHÉ L’HO SCELTO

Perché mi sembrava impossibile lasciarlo finire dimenticato.

IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE

Vederlo arrivare danneggiato dopo la spedizione.

IL DETTAGLIO CHE OGGI MI FA SORRIDERE

Pensare che una persona che non ho mai conosciuto abbia dato il nome a una delle storie più importanti della Stanza.

Alcuni mobili conservano gli oggetti.
Altri conservano le persone.


ALTRE STORIE CHE POTREBBERO PIACERTI


Barbarella

Una storia nata proprio da quella di Nonna Enza, quasi come un seguito naturale.

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Nonno Giuliano

Un altro comodino legato alla stessa piccola catena di persone, fiducia e seconde possibilità.

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I Comodini Romantici

Due comodini che mostrano, in un modo diverso, quanto può cambiare lo sguardo su un oggetto dimenticato.

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