STORIE DELLA STANZA
Nonno Giuliano
A volte una storia nasce attorno a un tavolo, prima ancora che attorno a un mobile.

Qualche anno fa io e il mio compagno eravamo a pranzo da suo padre, Giuliano.
Parlando del più e del meno gli raccontammo di aver venduto il comodino di Nonna Enza.
Giuliano non conosceva ancora il mio sito.
Così glielo mostrammo.
Osservò le fotografie, i mobili recuperati e le trasformazioni che avevano preso vita in atelier.
Poi sorrise.
E ci fece vedere un paio di vecchi mobiletti di cui voleva liberarsi.
Tra tutti, l’occhio del mio compagno cadde su uno in particolare.
Un comodino spaiato.
Uno di quelli che sembrano aver perso il proprio posto nel mondo.
Eppure aveva ancora qualcosa da dire.
Quella volta decisi di fare una cosa insolita.
Gli lasciai carta bianca.
Niente suggerimenti.
Niente indicazioni.
Solo due parole:
«Stupiscimi.»
Il comodino partì da casa di Giuliano e arrivò in atelier.
Da quel momento non era più nelle mie mani.
Era nelle sue.
Nella sua fantasia.
Nel suo modo di vedere gli oggetti.
Quando il lavoro fu terminato capii subito che avevo fatto bene a fidarmi.
Il caldo color noce dialogava con dettagli dorati e decorazioni ispirate a mondi lontani.
Lo stesso comodino.
Una personalità completamente nuova.




COME L’HO TROVATO
A casa di Giuliano, durante un pranzo in famiglia.
PERCHÉ L’HO SCELTO
Perché anche i mobili spaiati meritano una seconda possibilità.
IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE
Lasciare completamente il controllo creativo a qualcun altro.
IL DETTAGLIO CHE OGGI MI FA SORRIDERE
Ricordare che per una volta il “magico salvataggio” non è stato soltanto mio.
Alcuni oggetti vengono salvati.
Altri diventano il pretesto per condividere una passione.

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