STORIE DELLA STANZA

Damigiana di Luce

Alcuni oggetti nascono per custodire qualcosa.
Altri scoprono la loro vera natura molto più tardi.

Avevo già raccontato la storia delle vecchie damigiane.
Quelle grandi bottiglie verdi che per anni hanno accompagnato vendemmie, travasi e pomeriggi nelle cantine.

Ma questa volta volevo osare un po’ di più.

Guardandola appoggiata nel suo contenitore, ho iniziato a immaginarla in modo diverso.

Non come una damigiana.
Non come un semplice oggetto decorativo.

Come una lampada.

L’idea sembrava quasi assurda.
E forse è proprio per questo che mi piaceva.

La prima cosa che feci fu avvolgere parte del vetro con della corda di canapa.

Volevo che mantenesse il legame con il mondo rurale da cui proveniva.

Con le cascine.
Con le cantine.
Con il profumo del vino e della terra.

Poi arrivò l’impianto elettrico.

Un cavo cotonato color terra di Siena.

Una scelta fatta apposta per non tradire la sua anima rustica.

Mancava soltanto la luce.

Scelsi un paralume in stoffa color tortora.

Una lampadina LED a luce calda.

E all’improvviso accadde qualcosa.

La damigiana smise di essere un contenitore.

E diventò una presenza.

Una luce soffusa.
Una compagna silenziosa per un angolo della casa.

C’era però un dettaglio a cui tenevo particolarmente.

Non volevo separarla dal suo passato.

Per questo ho conservato il suo contenitore originale.

Quello che per anni l’aveva protetta.

Quello che oggi può diventare un supporto o semplicemente continuare a raccontare da dove arriva.

Quando la guardo oggi penso che questa sia una delle trasformazioni che rappresentano meglio la Stanza di Ely.

Perché non ho cercato di nascondere ciò che era.

Ho semplicemente acceso una possibilità che era già lì.

COME L’HO TROVATA

Come una delle tante damigiane che per anni hanno accompagnato la vita delle campagne piemontesi.

PERCHÉ L’HO SCELTA

Perché vedevo qualcosa che andava oltre la sua funzione originale.

IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE

Trasformarla in una lampada senza farle perdere la sua anima rustica.

IL DETTAGLIO CHE OGGI MI FA SORRIDERE

Aver mantenuto il suo contenitore originale, come se il passato continuasse a camminare accanto al presente.

Alcuni oggetti custodiscono vino.
Altri imparano a custodire luce.


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