STORIE DELLA STANZA

Pazzie Shabby Chic

Alcuni mobili vengono scelti.
Altri aspettano semplicemente la persona abbastanza folle da portarli via.

Quando l’ho visto per la prima volta mi sono fatta una domanda:

«Ma chi se lo compra un mobile tutto rigato e senza nemmeno le maniglie?»

La verità è che quel mobile emanava una tristezza infinita.

Il mercatino aveva già abbassato il prezzo più volte.

Erano passati mesi.

E lui era ancora lì.

Probabilmente stava aspettando una pazza.

E quella pazza ero io.

Comprare il mobile fu quasi la parte semplice.

Portarlo a casa fu tutta un’altra storia.

Per riuscirci dovetti noleggiare un furgone enorme.

Ma soprattutto dovetti affrontare la sfida più difficile: convincere mia madre a ospitarlo nel suo garage.

Dopo una lunga trattativa accettò.

A una condizione.

Quando tutto fosse finito avrei dovuto rimettere in ordine ogni cosa.

E conoscendo mia madre, per “in ordine” intendeva praticamente poterci mangiare dentro.

Fu così che il vecchio mobile trovò rifugio.

E io iniziai il lavoro.

Le righe sparirono sotto la levigatura.

Il legno tornò a respirare.

Poi arrivò il bianco latte.

Mano dopo mano.

Strato dopo strato.

Ma il passaggio più curioso arrivò dopo.

Quando dovetti fare esattamente l’opposto.

Dopo averlo reso perfetto, iniziai a rovinarlo di nuovo.

Carta abrasiva.
Segni.
Usura controllata.

Per far riaffiorare il noce originale e regalargli quell’aspetto vissuto che cercavo.

Poi arrivarono i dettagli finali.

La protezione.
I pomelli.
Il rimontaggio.

E infine quel momento che chi lavora con i mobili conosce bene.

Quello in cui fai un passo indietro e guardi il lavoro finito.

Dopo settimane di lavoro il risultato fu sorprendente.

A tal punto che quasi non sembrava più lo stesso mobile.

COME L’HO TROVATO

In un mercatino dove nessuno sembrava interessato a lui da mesi.

PERCHÉ L’HO SCELTO

Perché dietro le righe, le maniglie mancanti e la polvere vedevo già ciò che poteva diventare.

IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE

Convincere mia madre a concedergli un posto nel garage.

IL DETTAGLIO CHE OGGI MI FA SORRIDERE

Ricordare che alla fine il mobile è stato più facile da sistemare del garage.

Alcuni vedono un mobile da scartare.
Altri vedono una storia che non ha ancora finito di essere raccontata.


ALTRE STORIE CHE POTREBBERO PIACERTI


Il Mobiletto di Sandrino

Un altro mobile che cambia completamente presenza attraverso il colore, senza perdere la propria identità.

LEGGI LA STORIA →

I Comodini Romantici

Una trasformazione più delicata, in cui colore e finitura servono soprattutto a riportare in primo piano forme e dettagli.

LEGGI LA STORIA →

Tanino e Tanina

La storia perfetta per vedere cosa succede quando, invece di restare nel mondo shabby, si decide di uscire completamente dagli schemi

LEGGI LA STORIA →